La Manifattura

Pannello in ceramica raffigurante Monte San Savino

La zona di Monte San Savino, poco provvista di pietra, è ricca di argilla di ottima qualità, e ciò spiega perché fin dai tempi più remoti, ancor prima che nel territorio si insediassero gli Etruschi, la popolazione locale si sia largamente dedicata alla lavorazione della ceramica. Si pensi, ad esempio, all’eccellenza delle ceramiche etrusche, alla raffinatezza dei “vasi corallini” a rilievi, in “terra sigillata”, dell’età romana (che oggi impreziosiscono il Museo Archeologico di Arezzo), e allo stovigliame povero dell’età medievale, alle tipologie sempre più vivaci e “colte” dell’epoca rinascimentale, ricche di fantasia plastica, di colori, di “istorie”, alle aristocratiche policromie del Sei e Settecento, ai periodi che potremmo definire “di rustico silenzio” ancora contrassegnati da produzioni di usi domestici, schiette testimonianze del costume popolare e ai romantici stilemi del tardo Ottocento e del primo Novecento, motivi delicatissimi in azzurro puro o in turchese o in rosa o in seppia, su bianco, il casto a quasi trasparente “bianco savinese” che fa ancora da sfondo ai rilievi policromi delle Madonne nelle targhe devozionali delle edicole sacre (qui tutt’ora chiamate “Maestà”) e delle acquasantiere, i cui modelli si sono conservati inalterati nei secoli.

Tutto un lunghissimo arco di storia, che sul finire del Quattrocento si illumina dei capolavori del più grande figlio di Monte San Savino, lo scultore-architetto-ceramista Andrea Contucci detto il Sansovino e che nei secoli successivi trova un filo conduttore di mirabile coerenza nell’attività mai interrotta di quelle dinastie savinesi di ceramisti (gli Aretini, i Cungi, gli Anselmi, i cui forni si spengono solo nel primo quarto del XX secolo).

Da queste profonde radici culturali, il giovane Giotto Giannoni trasse la conoscenza tecnica e artistica della ceramica, e l’ispirazione per una personale ricerca innovativa. Nel corso della sua memorabile esistenza dette vita a innumerevoli e fantastici stili ceramici che nel corso dell'attività dell'azienda si sono evoluti e modificati.

Gruppo rose Giotto o decoro "San Savino"

Questo decoro nasce nei primi anni dell'azienda, quindi a metà degli anni '20. Una delle caratteristiche di questa tipologia, oltre alla leggiadria dei disegni e alla delicatezza dei colori, è la continua diversità delle composizioni
floreali, liberamente eseguite in punta di pennello pezzo per pezzo.

Graffito

La tecnica del Graffito, largamente adottata nella Bottega Giotto fin dalla sua fondazione, consiste nell'incisione mediante una punta metallica dell'argilla ancora cruda e già ingobbiata, in modo che più netti e profondi risultino i contorni delle figure e delle decorazioni. Successivamente, dopo la prima cottura, gli oggetti venivano decorati con colori policromi.

 

Traforato

La tecnica del traforato largamente praticata dai ceramisti di Monte San Savino fin da epoche antiche, consiste nell'applicazione "a spaghetto" di motivi decorativi geometrici e fitomorfi sull'oggetto ancora crudo eseguito a mano, e nella successiva asportazione delle parti interne mediante una lama molto sottile.

Paesaggio Toscano

La tecnica risale alla nascita dell'azienda, stile sviluppato dal fondatore Giotto Giannoni, successivamente ripreso e modificato dai collaboratori e dal figlio Araldo. Lo stile è classico della Bottega Giotto e consiste nello scorcio di un tipico paesaggio toscano, con le sue casine, i fienili, i cipressi, le stradine, tutto raccolto in un evanescente limpido cielo che fa da sfondo. 

Pesci

Lo stile risale agli anni 20, ideato dal fondatore Giotto Giannoni. Consiste nella rappresentazione di un fondale marino abitato da Pesci fantastici, cavallucci marini, meduse e vegetazione lussureggiante, il tutto liberamente eseguito in punta di pennello pezzo per pezzo, rendendo ogni oggetto un pezzo unico.

L'Uccellino

Lo stile risale agli anni 20, ideato dal fondatore Giotto Giannoni. Nella maggior parte dei pezzi l'Uccellino viene sempre dipinto in una folta vegetazione con splendidi fiori dai rossi sgargianti e dai blu profondi, tipicamente un "floreale persiano", quasi sempre eseguito con la tecnica del Graffito. Altre volte veniva anche eseguito in monocolore, in seppia o blu, dove riusciva comunque a rendere ogni oggetto un capolavoro. Dagli anni 80 l'Uccellino di Giotto viene integrato con una più moderna rappresentazione, che meglio si colloca negli ambienti sempre più moderni.

Fiore Azzurro o "Vecchio Giotto"

Lo stile risale agli anni 20, ideato dal fondatore Giotto Giannoni. Nella maggior parte dei pezzi l'Uccellino viene sempre dipinto in una folta vegetazione con splendidi fiori dai rossi sgargianti e dai blu profondi, tipicamente un "floreale persiano", quasi sempre eseguito con la tecnica del Graffito. Altre volte veniva anche eseguito in monocolore, in seppia o blu, dove riusciva comunque a rendere ogni oggetto un capolavoro. Dagli anni 80 l'Uccellino di Giotto viene integrato con una più moderna rappresentazione, che meglio si colloca negli ambienti sempre più moderni.

Geometrico Floreale

La tecnica risale ai primi anni 60, quando l'azienda viene ereditata dal figlio Araldo. Lo stile consiste in un susseguirsi di tralci floreali apparentemente identici, che si ripetono in modo circolare su tutta la superficie dell'oggetto. Caratteristica di questo stile è la continua diversità delle composizioni floreali, che rendono ogni oggetto un pezzo unico.

Stile Moderno

Sin dai primi anni di attività troviamo tra i classici decori della Bottega Giotto, rari pezzi in Stile Moderno, come il Vaso a Cipolla Liberty o il Vaso a palla in smalto giallo, però da considerarsi dei prototipi o meglio ancora delle eccentriche creazioni del periodo. Dovremo aspettare il 1961 per dichiarare che un nuovo stile era entrato in casa Giotto, lo "Stile Moderno", cioè; l'anno in cui Anna Varignani, futura moglie di Araldo, entrò a lavorare presso la ditta Giotto, portando una ventata di nuovo, l'introduzione della lavorazione a smalto, la realizzazione di nuove idee, originali, anche attraverso una costante ricerca di nuove soluzioni tecniche. In seguito questo stile ha saputo modificarsi e seguire di pari passo l'evolversi degli arredamenti, sempre più minimalisti, che necessitano di complementi d'arredo meno ricchi di decoro, pur sempre mantenendo quel gusto classico che ha contraddistinto la produzione delle Ceramiche Giotto per quasi novanta anni.