Ogni oggetto delle Ceramiche Giotto, che sia un piatto, un vaso, un’immagine sacra, ecc. viene eseguito interamente a mano in ogni sua fase di lavorazione. In base al tipo di oggetto creato si distingue una modellazione al tornio e una modellazione a stampo.
Da un’informe massa di argilla viene plasmato l’oggetto che si è deciso di creare, per esempio un vaso. L’argilla viene posizionata al centro del piatto del tornio che viene fatto girare – negli anni passati il tornio era a spinta oggi è elettrico - e con le mani le viene data una forma stabilita, stando attenti a far bastare la quantità d’argilla utilizzata per creare tutto l’oggetto.
Una volta acquisita la forma desiderata l’oggetto viene fatto riposare circa un giorno e quando raggiunge la durezza “cuoio“, sempre con l’ausilio del tornio, viene alleggerito, smussato, tornito con appositi strumenti in modo da esaltare le forme.


Con questo tipo di modellazione vengono create esclusivamente immagini sacre, statuette e piastrelle e presuppone l’ausilio di uno stampo in gesso.
Quindi vi si stendono dentro strisce di argilla precedentemente preparate avendo premura di farle aderire perfettamente alle pareti dello stampo e allo stesso tempo stando attenti a non lasciare bolle d’aria tra una striscia e l’altra in quanto provocherebbero la rottura dell’oggetto.
Dopo qualche ora l’argilla si stacca dallo stampo, viene quindi estratta e rifinita a mano. Si scava attorno agli altorilievi in modo da togliere i sottosquadri e quindi far risaltare i soggetti impressi nella mattonella.
A questo punto l’oggetto, ancora fresco, può essere ricoperto da un sottile strato di argilla liquida bianca detta “ingobbio”, - tecnica risalente al XII sec. - che consentirà in seguito, dopo la cottura, di poter dipingere direttamente su una superficie chiara. La lavorazione tipica dell’azienda è proprio questa, utilizzata fin dai primi anni dell’attività, poi successivamente integrata con la lavorazione a smalto.
Una volta terninato il processo di "ingobbiatura", l'oggetto viene custodito in un ambiente il più possibile asciutto e privo di correnti d'aria; qui viene fatto riposare il tempo necessario ad asciugarsi completamente e perdere l’umidità contenuta dall’argilla.
Passate alcune settimane si procede alla prima "infornaciatura" dei pezzi completamente asciutti e privi di umidità, vengono quindi inseriti nel forno creando una specie di castello con appositi piani in materiale refrattario. La cottura, che inizia sempre la mattina presto, raggiunge i 980° C molto lentamente e sempre molto lentamente dobbiamo farla abbassare per poter aprire il forno. Infatti ci vogliono circa 36 ore per vedere l’esito finale.

Il biscotto – è chiamato così l’oggetto che ha avuto una sola cottura – è pronto per la pittura. L’oggetto ingobbiato, che si presenterà già bianco, potrà essere immediatamente dipinto e successivamente ricoperto di cristallina – detta anche vetrina, smalto trasparente di tipo vetroso, impermeabile e lucido -, quindi non ha bisogno di essere smaltato.
L’oggetto rosso invece, per essere dipinto, deve essere prima smaltato, cioè ricoperto da uno strato di smalto – sempre di tipo vetroso, a differenza della cristallina non è trasparente -.
La smaltatura, che può avvenire per immersione – generalmente quando l’oggetto è piccolo - o a spruzzo, oltre che a proteggere il pezzo dall’usura, ha lo scopo di facilitarne la pittura.

E' usualmente fatta a mano con pennello e colori ceramici, che sono ottenuti da ossidi minerali o metallici, quindi ricavati direttamente da prodotti naturali senza la presenza di piombo. Vengono quindi ricreati i tipici decori della bottega che nel corso degli anni si sono modificati e sono stati integrati con stili moderni e di facile collocazione nelle ambientazioni meno classiche.
A questo punto siamo pronti per la seconda cottura, che ha lo scopo di fissare gli smalti e i colori all’oggetto in modo permanente. Tale cottura deve raggiungere circa i 935° C in modo da far vetrificare gli smalti e le cristalline che risulteranno lucidi e impermiabili.
L’oggetto è finalmente pronto, realizzato esclusivamente con gli elementi naturali, terra, acqua, fuoco e con la passione di tre generazioni di ceramisti.